“LE ONDE D URTO DI FERNANDO CARUNCHO” – NEW YORK TIMES STYLE MAGAZINE

By domenico

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Disposto in una serie di voluttuose e increspate onde, il vigneto italiano dell’architetto paesaggista minimalista è tutt’altro che sobrio. Come un vertiginoso ed ambizioso paesaggio artistico o un labirinto di siepi in maniera selvaggia, le uve a spalliera ad Amastuola, un vigneto in Puglia, in Italia, gioca brutti scherzi alla mente. Invece di piantare in maniera tradizionale con una rigorosa griglia, Fernando Caruncho, il celebre paesaggista minimalista di sede a Madrid, ha concettualizzato i 250 acri come un mare verde di voluttuose e sinuose onde che “attraversano il paesaggio di questo antico luogo.” La tenuta, di proprietà della famiglia di Giuseppe Montanaro, produce diversi vini biologici eccellenti, tra cui un rosso pregiato ottenuto da uve Primitivo, la versione pugliese dello zinfandel, ed è posta su un tratto di terreno dedito all’agricoltura sin da 3.000 anni fa. Lungo un striscia schiarita dal sole arido, l’area che ha ospitato solo alcuni turisti ha recentemente iniziato ad attirare l’attenzione di tutto il mondo dell’arte. Oltre a piantare i filari sinuosi di viti spalla-a-spalla, che scorrono per più di due miglia, e ha impiegato quasi quattro anni per completare il tutto, Caruncho aveva anche lavoratori pronti a spostare da un angolo della proprietà circa 2.000 enormi alberi di ulivo, la maggior parte del 13° secolo, alcuni con un diametro di nove piedi. Li ha posti in gruppi che punteggiano gli archi di viti e costeggiano i sentieri ai vertici della proprietà, dove vi è un edificio secolare, una masseria, una casa colonica in pietra pugliese. Lo spostamento degli alberi, le cui foglie coriacee e i tronchi nodosi forniscono contrasto con le foglie di vite lucide, ha impiegato quasi due anni; le radici sono profonde cosi come gli alberi imponenti sono alti. A prima vista, le curve ipnotiche dell’ Amastuola sembrano un insolito di Caruncho, il cui lavoro è stato raccolto nel libro del 2000 “Specchi del paradiso… I giardini di Fernando Caruncho” Lui è un maestro dell’angolo retto, di aeree quasi impossibili e ambienti monocromatici tagliati con un Bauhaus o definiti da pietre squadrate; il suo amore per la griglia è cubitale e lo si ritrova in diversi giardini in tutta la Spagna e in Europa. Ma la vigna, lui dice, combina una fedeltà a linee rette con un impulso biologico; le strade simili a un bastone si intersecano con le increspature delle viti in un equilibrio di utilità e bellezza naturale. “Visivamente si ha la scossa della griglia contro le onde,” dice. “Questa scossa è tutto.”

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