Come produciamo i vini biologici Amastuola

La nostra azienda agricola produce i suoi vini nel segno della tradizione e dell’innovazione

Nel nostro vigneto produciamo vini biologici con grande orgoglio nel segno della tradizione e dell’innovazione. Riusciamo a conservare nei nostri vini tutte le caratteristiche naturali date dalla terra, dal clima e dal sole tipiche della nostra Puglia. Per fare questo però, non rinunciamo all’innovazione e nella nostra azienda vinicola produciamo il nostro vino con attività tecnologicamente avanzate, aprendoci alla sperimentazione e alla ricerca per cercare di dare al nostro vino biologico pugliese qualcosa di unico. Sappiamo tutto del nostro vigneto e delle nostre viti seguendo personalmente tutte le fasi della produzione. Conosciamo tutte le caratteristiche delle uve, del mosto e del vino, nelle loro diverse fasi e questo è fondamentale per ottenere un prodotto unico.

Tecnologia ed innovazione del vino biologico Amastuola

Quando abbiamo creato il nostro vigneto giardino, abbiamo deciso di farlo su un terreno non più produttivo e destinato ormai all’abbandono. Grazie al lavoro dei nostri esperti siamo riusciti a creare un vigneto di 100 ettari in grado di produrre per la nostra azienda vinicola ben 10 etichette differenti interamente biologiche. Abbiamo deciso di sposare il biologico perché rispecchia in pieno la nostra idea di prodotto. Fare vino biologico vuol dire adottare una filosofia agricola e produttiva che privilegia il rapporto con il territorio e la natura, sostenendo la riduzione dell’utilizzo delle sostanze chimiche (fertilizzanti e antiparassitari) e dei solfiti, e adottando tecniche di agricoltura di precisione come la riduzione delle risorse idriche utilizzate e l’adozione di tecniche di coltura biologica che prevengano gli attacchi parassitari in maniera naturale. Per esempio, nel nostro vigneto, grazie alla collaborazione con l’Università di Piacenza, abbiamo posizionato delle centraline metereologiche collegate a un sistema statistico centrale che permette di prevenire attacchi parassitari alle piante. Anche misurare il potenziale fogliare delle nostre viti è un aspetto molto importante; con questo livello di misurazione viene espressa la forza con la quale l’acqua viene trattenuta dalle foglie e questo permette di valutare lo stato idrico della pianta, di individuare quando la pianta entra in condizione di stress e quindi intervenire con l’irrigazione. Per misurare lo stato idrico delle foglie ci serviamo della “camera a pressione di Scholander” che ci permette di conoscere le vere necessità delle piante del nostro vigneto e di intervenire con l’irrigazione di supporto solo quando questa è indispensabile.

Dalla raccolta alla cantina: così nasce il vino biologico Amastuola

Fare vino biologico significa anche adottare tecniche di raccolta differenti in base alle uve e alle diverse coltivazioni. La vendemmia dei nostri bianchi, per esempio, avviene nelle ore notturne della seconda metà di agosto, perché la temperatura bassa fa sì che non si inneschino fermentazioni indesiderate. La macchina vendemmiatrice si muove a cavallo dei filari, mettendo in risonanza i grappoli sino a che gli acini si staccano. Le uve, per mezzo di carrelli tipo bacco, vengono trasportate in cantina, e ribaltate nelle coclee, da dove passano, attraverso doppi tubi che raffreddano la massa, impedendo fermentazioni spontanee, nei fermentini. La fermentazione si svolge a temperatura controllata. L’utilizzo di una pressa sottovuoto, di ultima generazione, consente di ottenere una migliore qualità dei mosti grazie alle bassissime pressioni che raggiunge. A questi processi seguono maturazione, affinamento in barrique o in bottiglia. Il nostro primitivo Centosassi ha invece un processo produttivo particolare e personalizzato che permette di realizzare un prodotto unico. Le uve vengono selezionate e raccolte a mano durante la notte. Dopo la diraspatura, gli acini interi vengono inviati nei tini troncoconici in rovere Allier dove avviene la fermentazione a temperatura controllata e una lunga macerazione post-fermentazione. L’affinamento avviene in botte di rovere per 12 mesi. A seguire le produzioni della cantina c’è Roberto Zironi, professore ordinario al Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Udine, docente di Tecnica Enologica e di Progettazione e Sviluppo in Enologia. La scelta di Roberto Zironi è stata dettata dalla sua indiscutibile competenza, per il suo entusiasmo verso la produzione bio e per i suoi nuovi progetti di ricerca e sperimentazione, che ci hanno consentito di abbattere i solfiti nei nostri vini fino ad azzerarli nei prossimi anni.