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La masseria Amastuola si trova su un altopiano a 210 metri s.l.m. nella contrada omonima all’interno dell’agro di Crispiano, ed è circondata da circa 170 ettari di terreno, per la maggior parte coltivati a vigneto, con ulivi secolari, e muretti a secco. È all’interno di un’area costellata di masserie, sin dall’età tardo medievale; confina a nord con i luoghi dove furono ritrovati i preziosi “Ori di Taranto”, a sud con la necropoli di Accetta, e dista pochi chilometri dai famosi dolmen paleolitici di Accetta e dalla gravina Amastuola; ad est confina invece con lo spettacolo naturalistico della gravina del Triglie. Fa parte del Parco regionale “Terra delle Gravine”. La circostante zona rupestre è ricca di vegetazione naturale caratteristica, di grande bellezza, in cui s’alternano pini marittimi e macchia mediterranea – rosmarino, timo, lentisco, corbezzolo, mora, rosa campestre, fragole selvatiche, biancospino e calaprisce – che creano tutt’intorno un insieme di profumi e aromi. La zona – storicamente agricola – è caratterizzata sin dall’antichità dalla coltivazione della vite, tanto che sono trovati segni anche durante gli scavi archeologici, da cui sono emersi sia vinaccioli sia anfore vinarie di produzione greca. La zona è anche ricca d’acqua, come ben dimostra l’acquedotto del Triglio, opera già degli antichi Romani. Amastuola è una masseria a corte chiusa, disposta intorno a un grande cortile a cui s’accede da due portoni carrai; verso sud, una porticina svela un suggestivo scorcio sul golfo. Il complesso è composto da residenza padronale al primo piano, abitazioni per i contadini al piano terra, locale un tempo destinato alla produzione dei formaggi, frantoio, cantina, stalle – tra cui l’ovile –, arcate per il ricovero degli animali. Nella corte sorge pure una chiesetta del XVIII secolo. Completano il complesso recinti esterni e altri edifici sparsi di minori dimensioni. Amastuola fa parte del Consorzio delle Cento masserie di Crispiano.