Il Vigneto Giardino della Masseria Amastuola

Dal nostro vigneto nasce il vino biologico Amastuola

Il vigneto, della superficie di oltre 100 ettari, interamente biologico, è posto su un pianoro a 210 metri sul livello del mare, al centro del Mediterraneo, in Puglia, dove il microclima, favorevole alla produzione biologica, e i preziosi minerali e sostanze nutritive presenti in questi terreni conferiscono ai vini un sapore e un aroma davvero particolare. Il vigneto nasce sulla base di un progetto volto a valorizzare il territorio per proiettarlo verso uno sviluppo sostenibile tale da cancellare il “fantasma” dell’abbandono che mina il futuro dell’agricoltura e di quella del Mezzogiorno in particolare. Con questo fine, si è recuperato un terreno non più produttivo e reso di nuovo coltivabile, impiantando soprattutto vitigni autoctoni. Per ottenere l’eccellenza delle uve in ogni fase della produzione vi si coniugano competenza antica e amore per la terra con le più moderne tecnologie. Piante e frutto vengono seguiti in ogni fase del loro sviluppo con cura tradizionale.

Innovazione e rispetto dell’ambiente per il vigneto Amastuola

Nel rispetto dell’ambiente e del risparmio idrico, il vigneto è dotato di un impianto di irrigazione di soccorso auto compensante a goccia, adoperato solo in annate di particolare siccità, per salvaguardare la qualità delle uve. Inoltre di recente, in collaborazione con la Facoltà di Agraria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Piacenza), è stata installato nel vigneto una stazione agrometereologica che, tramite un software gestionale, permette di visualizzare i periodi di rischio infettivo da parte di eventuali fitofagi, la loro gravità relativa, l’attuale livello di protezione garantito da eventuali trattamenti precedenti (in base alle condizioni ambientali ed allo sviluppo della pianta), e la dose ottimale di prodotto da distribuire, riducendo in questo modo, drasticamente le quantità dei prodotti di difesa.

Come nasce il progetto del vigneto giardino

Il vigneto Amastuola è un caso unico di armonia fra produzione ed estetica. I filari di viti vi sono stati impiantati sulla base del disegno pensato dal grande paesaggista Fernando Caruncho, il quale ha disposto i filari a spalliere delle viti disegnando sublimi onde parallele che si susseguono per circa 3 km, definite dallo stesso autore “onde del tempo che attraversano fin dall’antichità questo luogo”. Inoltre, 1.500 ulivi secolari, recuperati come elementi storico-monumentali, datati dal CNR di Perugia di oltre 800 anni, alcuni con tronchi di diametro superiore ai 2.5 metri, sono stati risistemati in 24 isole organicamente posizionate su tutta la superficie del vigneto e lungo le strade storiche della Masseria, caratterizzando il progetto con il contrasto tra il verde argento dell’ulivo ed il verde intenso delle onde delle viti. Oggi, arrivando ad Amastuola, si percorre il lungo viale fiancheggiato da entrambi i lati dagli ulivi secolari, assai vicini gli uni agli altri, in modo tale che – procedendo – il visitatore se li vede sfilare a fianco e formare una sorta di muro grigio argento che, via via, si compone e scompone. Intorno, il manto erboso che muta colore a seconda delle stagioni e le linee dei muri a secco. Salendo verso la masseria, progressivamente si schiude la prospettiva completa sulle onde di vigneto che paiono muoversi man mano che si avanza, formando giochi di chiaro-scuro con gli ulivi ed assumendo, a tratti l’aspetto, d’un velluto pettinato, specie quando sono toccate dal vento e dal sole radente del tramonto.

Vigneto Amastuola: un progetto di impatto internazionale

Il vigneto giardino Amastuola suscita continuo interesse; è descritto in riviste specializzate italiane e straniere, è meta delle visite di amatori, esponenti di Orti botanici, architetti-paesaggisti e Garden club, è stato indicato come modello in convegni internazionali, insignito di premi, come quelli di esempio di «Buona Pratica per il recupero di paesaggi agricoli non più produttivi» (Regione Umbria, 2009) e «Buona Pratica di tutela e valorizzazione del paesaggio agricolo anche a fini turistici» (Regione Puglia, 2010).

Il padre del vigneto Amastuola: il progettista Fernando Caruncho

Per il progetto del vigneto Amastuola abbiamo scelto Fernando Caruncho, un artista che utilizza elementi di agricoltura per i suoi giardini. Nel nostro vigneto ha reinventato quest’impostazione, disegnando per la prima volta l’intero paesaggio agricolo come se fosse un giardino. Filosofo e giardiniere al tempo stesso, Fernando Caruncho non ama essere definito paesaggista. Disegnare il paesaggio per Caruncho equivale a ricercarne l’ordine profondo, quell’ordine che egli coglie con il cuore ed elabora con la mente. Chi progetta un giardino ha il compito di coniugare l’umano e il naturale, non solamente per realizzare un’opera corretta e bella a vedersi, bensì per raggiungere quella purezza e semplicità che è insita nell’ordinamento naturale delle cose. Se spazio e tempo sono due parametri importanti del suo lavoro, la geometria è per Caruncho il mezzo per esprimerli, il mezzo attraverso il quale rapportare tra loro l’architettura, il paesaggio ed il cielo. La geometria serve nel progetto del giardino a dare forma e significato ai concetti. È la grammatica stessa del giardino.
“Ricordo perfettamente la mattina in cui, dalla cima del promontorio della masseria, Giuseppe Montanaro mi ha fatto vedere il terreno sul quale sarebbe nato il vigneto. Da lassù si scorgevano mondi e vite, pensieri e idee di generazioni che si erano susseguite dalla Grecia di Parmenide e Pindaro fino ai giorni nostri.
Era una fredda mattina cosparsa di fiocchi di neve che danzavano come note musicali, come accordi che si univano e fluttuavano tra le onde del pentagramma temporale.
Si percepiva una certa musicalità in quel luogo, una vibrazione melodica che lo avvolgeva. Ecco che il tempo cessava di essere lineare per convertirsi in una spirale dove il passato, il presente e il futuro si univano in un unico momento.
Le onde del tempo si manifestano nelle mattine invernali in fili di luce che formano fiumi luminosi, quando il sole è più basso nel cielo e illumina le gocce di rugiada che cadono dai fili metallici che legano ogni pianta. Questi stessi fili in primavera rinverdiscono, dando un senso allo splendore della vendemmia sotto le luci dell’autunno con i loro frutti”.
F. Caruncho