Amastuola: wine resort in Puglia

Una masseria del XVIII secolo divenuto wine resort tra le meraviglie del vigneto giardino

Masseria Amastuola è una masseria della Puglia situata su un altopiano a 210 metri s.l.m. nella contrada omonima all’interno dell’agro di Crispiano, ed è circondata da circa 170 ettari di terreno, per la maggior parte coltivati a vigneto, con ulivi secolari, e muretti a secco.
Amastuola è una masseria a corte chiusa, disposta intorno a un grande cortile a cui si accede da due portoni carrai; verso sud, una porticina svela un suggestivo scorcio sul golfo. Il complesso è composto da residenza padronale al primo piano, abitazioni per i contadini al piano terra, locale un tempo destinato alla produzione dei formaggi, frantoio, cantina, stalle ed un ovile. Nella corte sorge anche una chiesetta del XVIII secolo. All’interno di questa meravigliosa struttura è stato realizzato un wine hotel completamente circondato dalle meraviglie del vigneto giardino dove poter degustare i vini biologici della cantina Amastuola e assaporare i sapori autentici della Puglia.

Le Masserie di Puglia: posti magici ricchi di storia e tradizione

Le masserie pugliesi sono luoghi ricchi di storia e tradizione. Queste strutture, tipiche della Puglia, sono un insieme di edifici rurali. Il nome masseria, deriva dal termine “masserizie” (suppellettili, mobili, attrezzi di uso contadino e pastorale di proprietà del massaro) che venivano conservati e protetti all’interno di grandi costruzioni in pietra dove vivevano contadini, pastori e proprietari. Spesso diventate veri e propri piccoli villaggi soprattutto nei periodi di raccolta, le masserie si sono conservate nel tempo conservando ancora oggi il fascino del passato.

La storia della Masseria Amastuola

Il primo documento in cui compare la Masseria è un Inventarium dei beni di Giovanni Antonio Orsini, principe di Taranto, redatto nella prima metà del 1400, in cui è segnata tra i beni dell’Abbazia italo-greca di San Vito del Pizzo di Taranto. Nel 1500 la masseria viene concessa in enfiteusi e poi venduta al nobile Giovanni Ferrandinò che la ampliò acquisendo anche le terre demaniali circostanti. Nel 1652 Giovan Vincenzo Ferrandinò la vendette per 2000 ducati al chierico tarantino Andrea D’Afflitto. La Masseria conobbe la massima espansione territoriale e la massima floridezza nel XVIII sec., quando includeva parte delle località “Lo Sperduto” (che comprendeva terre delle Masserie Accetta, Scardino, San Giovanni) e di “Arecupo”, che i D’Afflitto avevano ottenuto in concessione nel 1699 dall’Università di Massafra in persona del Sindaco Domenico Antonio Broja, per un censo annuo di soli 6 carlini. Quest’ultima parte era stata dedotta dal demanio pubblico di Massafra. In seguito, la Masseria passò a Diego D’Afflitto, il quale dilapidò ingenti somme di denaro nel gioco, ma conobbe un periodo di ripresa e di floridezza quando passò ad Andrea D’Afflitto junior, il quale ammodernò le strutture, aggiunse nuovi fabbrichi, jazzi e un trappeto e introdusse nuove colture. Nel 1773 Andrea donò tutto il suo patrimonio a Saverio D’Ajala di Taranto, in cambio di un assegno vitalizio annuo di 1200 ducati, per ricambiare la generosità con la quale questi aveva sostenuto la famiglia nei periodi di crisi. In seguito ad un ripensamento, Andrea tentò di rientrarne in possesso mediante ricorsi in tribunale, ma, nonostante il sequestro giudiziario della Masseria e nonostante un suo testamento con il quale ne limitava la proprietà, la Masseria rimase ai D’Ajala fino alla metà del 1900. Dal 2003 la Masseria è di proprietà del Gruppo KIKAU della famiglia Montanaro di Massafra. (Ricerca storica del Prof. Cosimo Mottolese).

Amastuola: masseria in Puglia nel parco regionale Terra delle Gravine

La Masseria Amastuola è immersa nel parco regionale “Terra delle Gravine” nonché area delle “cento masserie” di Crispiano. E’ posizionata a sud dei luoghi dove furono ritrovati i preziosi “Ori di Taranto” e a poche centinaia di metri dalla necropoli di Accetta con i suoi famosi dolmen paleolitici. A est confina con lo spettacolo naturalistico della gravina del Triglie. La circostante zona rupestre è ricca di vegetazione naturale caratteristica, di grande bellezza, in cui si alternano pini marittimi e macchia mediterranea – rosmarino, timo, lentisco, corbezzolo, mora, rosa campestre, fragole selvatiche, biancospino e calaprice – che creano tutt’intorno un insieme di profumi e aromi. La zona – storicamente agricola – è caratterizzata sin dall’antichità dalla coltivazione della vite, tanto che sono trovati segni anche durante gli scavi archeologici, da cui sono emersi sia vinaccioli sia anfore vinarie di produzione greca.

I luoghi della Masseria Amastuola fra Greci e Indigeni

La storia agricola e la vocazione vitivinicola del terreno ove sorge Amastuola risalgono all’epoca Magno-Greca, come testimoniano decenni di indagini archeologiche svolte sui suoi terreni. I greci sarebbero arrivati via mare, risalendo poi per un paio di chilometri sino alle sorgenti del fiume Tara. Da questa zona di acque sorgive – tutt’ora balneabili – ma all’epoca circondata da paludi, sarebbero poi risaliti per un altro paio di chilometri, raggiungendo il pianoro dell’Amastuola dove si insediarono. Gli scavi archeologici, iniziati sin dal 1988, hanno infatti portato alla luce in loco un insediamento magno-greco, circondato da un agger. Dal 2003 – anno in cui i terreni sono stati acquisiti da una delle società della famiglia Montanaro – la ricerca sul campo è stata sostenuta proseguendo con cadenza annuale nell’intera area circostante la masseria sotto il controllo della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Puglia ad opera del Centro di Archeologia della VU-Università di Amsterdam. Il volume a cura di Gert-Jan Burgers e Jan Paul Crielaard “Greci e indigeni a L’Amastuola” riporta i risultati delle ricerche e studi effettuati.

La ricettività in Masseria: il turismo del vino in una masseria in Puglia

La masseria Amastuola finemente ristrutturata, è stata ideata per diventare un punto di riferimento per gli amanti del vino e delle bellezze paesaggistiche della Puglia. La tipologia di restauro messa in atto sul corpo principale della masseria è di tipo conservativo nel rispetto della tradizione nell’uso dei materiali. Concepita per essere un elegante wine hotel, all’interno prevede due sale degustazione, una bottaia, una libreria e ristorante per accompagnare la degustazione dei vini Amastuola con selezionate proposte gastronomiche tipiche pugliesi. All’interno dell’antica chiesetta verrà realizzato un piccolo museo della Magna Grecia in cui si esporranno i reperti della collezione “Guarini”, di proprietà del gruppo KIKAU ormai da diversi anni. Nelle vecchie stalle sarà realizzata una sala conferenze per riunioni e meeting aziendali. La ricettività si svolgerà in diciannove camere ricavate in parte al primo piano del corpo principale della masseria ed in parte al piano terra in un’area originariamente utilizzata come ovile. Massima cura ed attenzione ai particolari per regalare al vigneto una struttura destinata a divenire un punto di riferimento in Puglia dal punto di vista turistico e culturale e che dia la possibilità ai gruppi in visita al vigneto di soggiornare e godere della magia unica di Amastuola.

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